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lunedì, 02 giugno 2008

2001: ODESSA NELLO SPAZIO

SECONDO TEMPO:

Boris si accorge, dopo aver guardato le supermappe spaziali, che Odessa è atterrata sul pianeta Satrapone, noto anche con il nome di Satrapone. Questo pianeta, secondo alcuni esperti contattati tempo prima del lancio, era l'unico posto in cui non bisognava atterrare, pena la certezza di essere sconfitti a tavolino oppure di ricevere una sopratassa per parcheggio abusivo. Il pianeta, infatti, era già stato colonizzato da altre diciotto intelligenze aliene fra cui, anche, un paio di registi capaci di film come Ubriachi al potere e All'onorevole piace il caffè bollente e la patata cotta, titolo noto per un paio di remake biricchini fra cui si ricorda il celeberrimo All'onorevole piace la patata bollente, che in molti credevano si rifacesse a certi raccontini boccaceschi e invece narrava le vicende di un senatore che capitava in un ristorante in cui si servivano esclusivamente patate bollenti. Durante una cena di lavoro, l'uomo, arriva a mangiarne diciotto, con evidenti ripercussioni sul suo stato di salute. Questi due film, più il noto Frankenstein contro le emorroidi, venivano proiettati ininterrottamente, sul pianeta Satrapone, e tutte le popolazioni del pianeta, più quelle di un paio di costellazioni vicine, si avvicendavano alla cassa del cinema, per potervi assistere. Soprattutto il film su Frankenstein piaceva. A questo punto il film di cui stiamo parlando, cioè 2001: Odessa nello spazio, prende una strana piega. Il sindaco viene ribaltato, con un colpo di città da parte di un piccolo esercito di bambini malfamati che si erano ritrovati nascosti dietro ad un portone (bellissima la sequenza in cui i bambini nascosti dietro al portone, in segno di sfregio all'autorità, si accendono una sigaretta cantando una canzonaccia da osteria che terminava con il famoso motto: "tanto son talmente fatto che mi mangio pure il gatto". Questa sequenza fu premiata, un paio d'anni dopo l'uscita nelle sale, con l'ambito premio "Ambito Premio" ndr). Il piccolo esercito di giovani malfattori malfamati, decide di rientrare sulla terra ma non riescono a far partire l'astronave. Si rivolgono ad un passante, ma costui parla una lingua a loro sconosciuta. L'unico tentativo possibile è quello di darsi una spinta con i piedi. La cosa non riesce e la città è costretta a rimanere su Satrapone, mentre sulla Terra, gli abitanti delle città vicine, notando l'enorme voragine creata dalla partenda di Odessa verso lo spazio, decisero di festeggiare la cosa organizzando un gigantesco evento mondano che si concluse dopo un paio d'anni perchè nessuno si ricordava più che cosa si stesse festeggiando.

Il film, premiato in diversi festival e citato spesso nelle enciclopedie di cinema come "forse il più bel film visto ieri" , uscì a Natale e dopo un paio di mesi lo ritrovarono a qualche centinaio di chilometri di distanza che faceva l'autostop.
Il pubblico reagì benissimo, la critica reagì benissimo e la Gatto Salgigi potè così riprendere la propria, gloriosa, marcia verso l'avvenire e verso nuove, mirabolanti, avventure produttive.
postato da: cortoingenere alle ore 23:21 | link | commenti
categorie: film, apocalittica, fantascientifico-spinto
sabato, 31 maggio 2008

2001: ODESSA NELLO SPAZIO

Proprio quando meno se lo aspettavano, i produttori della Gatto Salgigi Ent. si trovarono sulla scrivania la sceneggiatura per un film di stampo popolar-fantascientifico a cui non si poteva proprio rinunciare. La casa di produzione era andata un po' in crisi, in quel periodo, soprattutto a causa di un paio di film non proprio riusciti, fra cui Gattile, commedia equivoca in cui il regista cercava di raccontare fatti personali spacciandoli per erba aromatica, e soprattutto Finestre sul cortile, tentativo disperato di fare un remake del noto film hitchcockiano Delitto per delitto. Gli sceneggiatori, però, avevano fatto un po' di casino con i film del regista inglese e così avevano scritto una storia che cominciava su una barca e finiva durante una partita a tennis, interrotta da una grossa forbice che si piantava, misteriosamente, nella schiena dell'arbitro. Il pubblico non apprezzò la svolta e dichiarò che non sarebbe mai più andato a vedere un film della Gatto Salgigi a meno che non fosse stato un film di fantascienza. I produttori erano disperati, nessuno sapeva come fare per recuperare la strada perduta, quando come si diceva, sul tavolo apparvero le dieci pagine che cambiarono per sempre la storia della nota casa di produzione.
Il film racconta la vicenda del sindaco di Odessa che, per battere gli americani nella corsa verso la spazio, decide di far montare quattro enormi turboreattori sotto la propria città e di farsi sparare verso la luna durante una notte particolarmente ventosa.
Il lancio avviene in perfette condizioni tecniche, ma non appena superata la barriera della stratosfera, una potente ventata spinge la città fuori dalla rotta, creando fra l'altro qualche scompenso nel sistema fognario. L'enorme, e anomalo, veicolo spaziale si perde dunque nello spazio. I cittadini, inizialmente, si mostrano perplessi, poi cominciano ad apprezzare la cosa. Alcuni di loro trovano che l'aria dello spazio sia particolarmente pulita e cominciano a respirare a pieni polmoni, finché non avvertono le prime, fastidiose, reazioni allergiche. Qualcuno ha portato con sé un virus? Il terribile oppositore Boris Kapyyyooolllin per fare un dispetto al sindaco Igor Faliminskyyiy, ha avvelenato l'acqua della città. Il problema è che, inconsapevolmente, si ritrova anche lui nello spazio (si era scordato dell'ora del lancio).
La storia poi è un susseguirsi mirabolante di vicende spionistiche e tentativi disperati di depurare l'acqua finchè la città non atterra su un grande pianeta.
postato da: cortoingenere alle ore 11:46 | link | commenti (1)
categorie: film, apocalittica, fantascientifico-spinto
lunedì, 05 maggio 2008

L'ETERODOSSO CASO DI MR. SANTANTONINO

Il film ebbe un'uscita frettolosa, alla vigilia di un lontano Natale.
Gli spettatori fecero appena in tempo a vederlo che subito fu smontato.
Al proiezionista non fu neppure concesso di proiettare il secondo tempo, cosa che mandò su tutte le furie chi aveva pagato il biglietto (due bambini con genitori al seguito, due anziani che pensavano di entrare in trattoria, il gestore di un bar che aveva litigato con la cameriera e diciotto suore in viaggio premio dall'URSS).
Il film racconta la storia di Mr. Santantonino, gangster di lamiere traforate, che nel tempo libero si dedica alla costruzione di un campo da calcio per i bambini poveri del quartiere.
Il critico cinematografico della famosa rivista "Il Capotreno" scrisse: "Abbiamo visto questa pellicola. Ci è parsa buona, anche se il secondo tempo, proiettato in una sala a trecento chilometri da quella in cui ci trovavamo seduti, ha reso difficile il compito. Il film, però, tratta un argomento scottante".
Il regista, dopo questa prova, girò poi un western e una comica muta. Poi si diede alla pesca d'altura.
postato da: cortoingenere alle ore 18:28 | link | commenti
categorie: film, noir-festivo
domenica, 27 aprile 2008

SOLO BOROTALPOR DICE ALDILA' AL SUPIORI

Film crepuscolare. A breve, breve descrizione. Oppure no, e basta solo leggere con attenzione il titolo per capire che si trattò di uno scherzo del regista dopo aver visto una brutta pubblicità televisiva.
postato da: cortoingenere alle ore 15:15 | link | commenti (2)
categorie: film
martedì, 22 aprile 2008

FAVOLE ALLA RINFUSA 1° tempo

Ci siamo. Fra meno di una settimana andrà in scena la seconda opera teatrale prodotta dalla Gatto Salgigi Ent. in collaborazione con Spazio 18.
Quest'anno le mirabilie non saranno tecnologiche (l'anno scorso volarono gallinoni, si disfecero montagne di pandoro, si videro cavalieri impegnati in estenuanti battaglie) bensì...
Ad ogni modo, la domanda è una sola.
postato da: cortoingenere alle ore 12:40 | link | commenti (2)
categorie: cronache dal set
domenica, 06 aprile 2008

SGANAPAROLO PINCOBALDO ovvero LO SPRANGATORE DI FORMIGLIANO

Il film è un classico slasher movie con il cattivo che si vendica di un torto subito in passato prendendo a sprangate le saracinesche abbassate dei fiorai. Il tremendo Sgaparolo, così viene identificato dai giornali lo sprangatore folle, è sulle tracce dell'uomo che in passato gli ha venduto 11 rose rosse facendogli credere che fossero 12. La fidanzata, dopo averle contate diverse volte, lo lasciò pensando che la dodicesima rosa lui l'avesse regalata ad un'altra ragazza. Il terrore e il raccapriccio e l'ansia che animano il film furono premiate all'estero. In Italia la cosa passò inosservata, tanto che i due spettatori che videro il film nell'unica proiezione nazionale, credettero di aver dormito. Uscendo restituirono i cuscini e l'accappatoio che avevano rubato dai bagni.
Il film ottenne ben due nomination.
Il film ottenne ben tre nomination.
Il film ottenne ben cinque nomination.
Nessuno dei tre concorsi, che preferirono rimanere anonimi, fu mai ripetuto l'anno successivo, a causa proprio di queste nomination.
Il film termina con una sparatoria, che nessuno ha visto per intero, perchè dura ventidue minuti e gli unici due attori coinvolti sono nascosti per tutto il tempo da due enormi bidoni della spazzatura.
"Quando il budget è basso" disse il regista "cosa volete di più?".
postato da: cortoingenere alle ore 22:35 | link | commenti (2)
categorie: film, horror-junk
martedì, 01 aprile 2008

PESCE D'APRILE OGNI GIORNO UN BARILE

Il film, tratto da una vicenda realmente accaduta, è ambientato in un piccolo paese. La sera è quella di un'importante partita di calcio fra una squadra italiana, il cui simbolo è un diavolo, e una squadra tedesca. Tre amici, Serpiero, Mastrantonio e Fricasseo, si trovano in un locale a bere un birrino. Dopo una bellissima sequenza di chiacchiere, fra cui la nota battuta: "Il Colosseo mi è sempre parso tendente allo sfascio", i tre amici decidono di uscire dal bar e di recarsi a casa, perchè stanchi.
E qui il film subisce un cambiamento radicale, una svolta epocale, un twist degno di un film di Sciamalaian, Sciaman, Scialamanan, Siollamhhannn...insomma, quello del Sesto Senso.
I tre amici, prima di salire sulla rossa Fiat 126 di uno di loro, vedono posato in un orticello poco distante, uno spaventapasseri, che li scruta minaccioso. Il pupazzo indossa una giacchetta marrone, un foulard rosso al collo, per testa ha un supertele blu e ha in mano un fucilino nero. I suoi occhi esagonali sono puntati sulla 126. La sequenza è inquietante. Una signora del pubblico è anche svenuta, durante l'anteprima per la stampa. I tre decidono di prendere lo spaventapasseri e caricarlo in macchina. Si deciderà più tardi il da farsi. Lungo il tragitto, su una 126 in quattro di cui uno impossibilitato a piegare le ginocchia essendone privo, è demenziale (e qui, la stessa signora di cui sopra, si fece la pipì addosso dal troppo ridere).
I quattro giungono ad una stazione dei pullman e notano due cabine telefoniche vuote. Serpiero propone uno scherzo: "Mettiamo lo spaventapasseri nella cabina...e vediamo l'effetto che fa". Gli altri, ridacchiando, accettano. Lo spaventapasseri non vorrebbe separarsi dall'allegra compagnia ma a malincuore abbozza un sorriso di circostanza. La cabina, però, nel frattempo si riempie. Poco lontano, allora, notano un monumento, che sorge in una rotonda.  "Mettiamolo lì", dice Mastrantonio, "e vediamo le facce degli automobilisti quando vedono questo omino con il fucile". Altre grassissime risate.
I tre appoggiano lo spaventapasseri al monumento e poi si mettono a guardare le automobili. Ne passano due o tre perchè è notte inoltrata. La noia aumenta. Dopo dieci minuti tutti a casa...ma lo spaventapasseri resta appoggiato al monumento.
Due giorni dopo i tre amici incontrano Furbastrini, altro loro amico: "Avete letto il giornale?". In prima pagina campeggiava la foto dell'orrore e sopra, un titolo inequivocabile: "Macabra messinscena. Impiccato un partigiano al monumento ai caduti".
Il film finisce sulle note di Ridere, sempre così giocondo, Ridere, delle follie del mondo...
postato da: cortoingenere alle ore 08:59 | link | commenti
categorie: film, commedia-lisergica
giovedì, 20 marzo 2008

ATTANAGLIATI DA INSANA PASSIONE PER LE VIPERE ANDINE ANDAMMO A CERCAR FORTUNA IN UN PAESE STRANIERO SQUASSATO DAL VENTO.

Il film non fece in tempo ad uscire nei cinema che subito i redattori dei tamburini sui giornali denunciarono la produzione all'urlo di "Neanche la Wertmuller...vergognatevi!".
Il film durava tre tempi da 2 ore e 14 minuti l'uno. Alcuni spettatori, alla quinta ora, denunciavano spasmi alle scapole e altri denunciavano semplicemente il regista.
Il racconto: Giovanni, giovane disoccupato in cerca di un imbianchino per dipingere casa, uscendo dal portone inciampa in Lucia e si accorge che la ragazza è appena stata travolta da una camionata di letame fresco.
Fine primo tempo.
Secondo tempo.
I due, dopo una rapida doccia, fanno all'amore a lungo, mentre l'imbianchino suona insistentemente alla porta poi, con fare circospetto, ridipinge tutto l'androne del palazzo di giallo canarino.
Fine secondo tempo.
Terzo tempo.
Giovanni esce di casa e rimane abbagliato dal colore. Esce per cercare nuovamente l'imbianchino e lo incontra poco lontano, in un negozio di fronzoli. I due hanno un diverbio, l'uomo lo spinge al delirio e Giovanni spacca tutti i mobili del negozio e poi esce.
Intanto Lucia si è fatta uno shampoo. Giovanni entra nel palazzo e non riconosce più la sua porta. Comincia a suonare a tutti i campanelli, mentre Lucia guarda con aria assorta fuori dalla finestra.
Fine.

Il film vinse una coppa di consolazione al torneo annuale di bocce ferme. Ancora oggi alcuni si chiedono cosa significhi il titolo. Neppure noi lo sappiamo.
postato da: cortoingenere alle ore 11:22 | link | commenti
categorie: film, apocalittica
lunedì, 17 marzo 2008

ABBA GALORE

Tutti conoscono l'amore che la Gattosalgigi ent. nutre per il gruppo di Mamma Mia e Dancing Queen. E' quindi con estremo piacere che salutiamo la notizia della creazione dell'unico, vero, grande e solo ABBA THE MUSEUM che sarà inaugurato la settimana che va dal 3 al 7 giugno del 2009. Sappiamo che sono tantissimi i giorni che ci separano dall'evento ma ci sembrava giusto sottolinearlo e porlo a memento delle generazioni tutte. Questi quattro signori svedesi, dall'inconfondibile look non proprio ortodosso, hanno venduto una montagna tale di dischi che solo i Beatles e Elvis Presley (stiamo parlando dei due fra i fenomeni più longevi e memorabili del secolo scorso) li superano. Sul loro sito internet www.abbasite.com si legge che i biglietti sono in vendita dal 13 marzo solo sul sito dell'abba museum a cui vi rimandiamo.
Affrettatevi dunque e buon ascolto...e che lo spirito Abba sia con voi!
postato da: cortoingenere alle ore 17:09 | link | commenti (4)
categorie: omaggi bizzarri
lunedì, 10 marzo 2008

UN ANEDDOTO DI FINISTERLI GUALDI

Il noto Finisterli Gualdi, regista fra gli altri di Gatti nello spazio profondo, un giorno si trovò nella curiosa situazione di dover sostituire un'attricetta di poco conto in un kolossal tratto dalla vita privata del portiere di notte di un albergo a 2 stelle nella periferia degradata di una città che alcuni tentarono di identificare in Berlino durante la crisi missilistica di Cuba.
La ragazza, una biondina pallida, era impegnata in una sequenza particolarmente complessa. La giovane attrice, presa direttamente dalla Scuola Di Recitazione Sandrone Nocettoletti, noto per aver formato una generazione di attori completamente dimenticata, doveva porgere un bicchiere di acqua al protagonista e pronunciare la ferale battuta: "Lei, caro il mio signore, quest'acqua la pagherà carissima".
Doveva poi allontanarsi con fare sprezzante e scapicollarsi, con effetto comico, giù per una scalinata.
Il tutto era ripreso in pianosequenza, con effetto di dolly e panoramiche a schiaffo di interessante fattura, tanto che lo stesso Brian De Palma durante una conferenza stampa, ebbe a dire: "posso avere un caffè macchiato, per favore...due bustine di zucchero...si...bene".
La ragazza capì al volo che era la sua grande occasione. Prese lo slancio e si lanciò sul bicchiere, scivolò lungo il bancone e si piantò con un tacco a spillo delle calzature di scena nel polpaccio del protagonista che svenne dal dolore e dalla vista del sangue che usciva copioso dalla ferita (tanto che alcuni, un'ora dopo, si accorsero che l'attore era in pericolo di dissanguamento). Non paga di aver gambizzato il noto attore Selvaggetti Arturo, che aveva partecipato alla messa in scena della morte di Messalina nella parte di se stesso, si alzò in piedi demolendo una preziosa statua di gesso procurata dalla moglie del produttore di una commedia che si teneva dalle parti di Brooklin in quel momento. La statua raffigurava un teatrino di burattini in cartone pressato. La ragazza pronunciò la battuta guardando uno scatolone pieno di bevande all'uovo e rovinò miseramente in un cassonetto della spazzatura.
Finisterli Gualdi osservò con aria sorniona e disse: "Buona la prima, si stampa".
Il film, all'uscita, ottenne un applauso. E il Gualdi si prese un anno sabbatico, partecipando da giurato ad un concorso di bellezza per modelle nichiliste.
postato da: cortoingenere alle ore 23:12 | link | commenti
categorie: cronache dal set